Psicologo Pescara, Psicologo Teramo

Dott. GUIDO TASSARA

Psicologo – Psicoterapeuta

Specializzato in Psicoterapia Breve Strategica

Iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio n° 12803

Responsabile nel Lazio degli Studi di Roma Aurelio e Frosinone

Affiliato al Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo

diretto dal Prof. Giorgio Nardone


Via Aurelia n° 338 Pal. E interno 1  00165 Roma

Via Marittima 188  03100 Frosinone

Email:  info@psicologoroma.laz.it

Cell: 3890050999

C.F. TSSGDU58B10H501Q

P.iva:  11917071000

Domande Frequenti

1) Quanto può durare una terapia breve strategica?

La terapia breve strategica è un intervento psicologico psicoterapeutico breve e focale, di norma il terapeuta si da l’obiettivo in 10 sedute di raggiungere per vedere dei reali e significativi cambiamenti o per sbloccare il problema a seconda della gravità del problema. Nella maggior parte dei casi, l’intervento terapeutico non supera le 20 sedute complessive. Essendo un metodo di ricerca-intervento, c’è da parte dello Psicoterapeuta una verifica costante insieme al Cliente dell’efficacia del trattamento.

2) Qual’ è la frequenza delle sedute?

La frequenza delle sedute di solito è quindicinnale, salvo casi particolari per i quali, nella fase iniziale, può essere opportuno stabilire degli incontri settimanali. Dopo lo sblocco del problema la cadenza delle sedute può divenire ogni 3 settimane, per poi distanziarsi sempre di più. Le ragioni per cui la cadenza delle sedute è così distanziata rispetto ad altre Psicoterapie “Classiche” sono principalmente tre. Da un lato occorre dare il tempo necessario alle prescrizioni date in seduta di fare il loro effetto, dall’altro così facendo si evita un effetto indesiderato e rischioso per il cliente come la dipendenza con lo psicoterapeuta. Il terzo motivo è dare la possibilità, alle capacità ritrovate di consolidarsi nel tempo, ovvero imparare a “camminare con le proprie gambe”.

3) Quanto dura una seduta?

La durata di una seduta di Psicoterapia Breve Strategica è molto variabile a seconda della fase del trattamento in cui si trova la persona e del tipo di problema che porta. Può variare dai 20 minuti alle 2 ore, ad esempio una seduta di un attacco di panico “sbloccato” può durare anche 20 minuti, mentre una seduta iniziale di Terapia Indiretta può durare anche 2 ore, dipende dall’obiettivo che lo Psicoterapeuta si prefigge di ottenere in quello specifico incontro.

4) La terapia breve strategica dà risultati duraturi nel tempo?

Dalle statistiche del Centro di Terapia Stategica di Arezzo, che raccoglie tutti i dati provenienti dai 114 studi affiliati sparsi in tutto il mondo, si evidenzia l’elevata efficacia dell’intervento nel tempo. I risultati dei follow up a 3 mesi, 6 mesi e 1 anno dalla fine della terapia, dimostrano che la possibilità di ricadute è minima.

5) La psicoterapia strategica può aiutare pazienti restii a recarsi dallo psicologo o da uno specialista?

Sì, lo psicoterapeuta strategico può utilizzare in questi casi, in maniera efficace, la terapia indiretta, lavorando non sulla persona portatrice del problema, ma sui familiari che, mettendo in atto delle strategie ad hoc, prescritte dal terapeuta, sbloccheranno il problema del parente malato. Come diciamo usualmente, è meglio una persona collaborativa fuori che una persona boicottante dentro la Terapia. In alcuni casi, dove si riterrà necessario, si utilizzeranno delle strategie per portare dolcemente il paziente a recarsi in studio, senza che si senta costretto a farlo.

6) La psicoterapia breve strategica prevede l’utilizzo di farmaci?

No, l’intervento è psicologico e psicoterapeutico e non prevede l’utilizzo di farmaci. Se il paziente ha una terapia farmacologica in corso, una volta raggiunta l’estinzione del problema in accordo con il medico curante e/o psichiatra il paziente potrà scalare i farmaci.

Terapia Breve Strategica

Una persona a voi cara sta molto male, è in pericolo di vita ed ha urgente bisogno di essere trasportata in ospedale. Avete i minuti contati, potrebbe essere questione di vita o di morte. La vostra è una grande responsabilità: sapete che ogni scelta sbagliata potrebbe rivelarsi fatale. Quale strada percorrerete per raggiungere l’ospedale? Una strada larga, diretta e breve, dove poter viaggiare a velocità sostenuta senza rischi? Oppure una stretta, tortuosa, lunga e talvolta persino pericolosa? Normalmente scegliamo la strada che siamo abituati a percorrere o che ci piace di più, in altri casi chiediamo informazioni, o quando abbiamo tempo da perdere ci affidiamo alla sorte. Ma in un caso come questo, di vita o di morte, dobbiamo assolutamente operare la scelta più sicura.
Se una persona soffre di un disagio di natura psichica, si troverà a dover affrontare la stessa problematica: come giungere alla soluzione del suo problema prima possibile per poter tornare a vivere una vita qualitativamente accettabile?
Nel campo della psicoterapia esistono vari modi per affrontare un problema del genere, con differenti gradi di efficacia ed efficienza, che significa con maggiori o minori prospettive di riuscita in tempi diversi. Una delle possibili alternative è rappresentata dalla Terapia Breve Strategica.

Partiamo dal nome: terapia breve strategica

Terapia:
un rapporto di fiducia tra terapeuta e paziente che, attraverso lo svolgimento congiunto di azioni terapeutiche, aiuta il paziente a modificare i processi psicologici, individuali ed interpersonali che ne causano la sofferenza.

Breve:
basata su un ciclo di 10 sedute con l’uso di protocolli di trattamento specifici ed adattabili ai singoli pazienti;

Strategica:
che permette di costruire modelli rigorosi sulla base degli obbiettivi da raggiungere, attraverso l’applicazione di una logica costitutivo-deduttiva che garantisca l’adattarsi della soluzione al problema rendendo i modelli stessi autocorrettivi.

In altre parole, si comprende il problema attraverso la sua soluzione, e non viceversa: come un alpinista che studiando la via migliore da percorrere per scalare una montagna traccia il percorso a ritroso dalla cima in giù.
L’anima della terapia strategica ha radici antiche e straordinariamente attuali. Del resto, citando il filosofo Santayana “non c’è nulla di nuovo sotto questo cielo se non il dimenticato”.
La tradizione della pragmatica e la filosofia degli stratagemmi, fondamentali nel problem solving, risalgono all’Arte persuasoria dei sofisti, alla Pratica dei Buddisti Zen, all’Arte degli Stratagemmi Cinesi e anche all’Arte della Metis dell’Antica Grecia.
La terapia breve all’inizio si è sviluppata dalle idee e dalla personalità carismatica di alcuni importanti autori, per poi costituirsi in modelli differenziati che, pur con una base teorica comune, si distinguevano per approccio clinico e tecniche di intervento.
In particolare, il primo modello della terapia breve strategica è stato messo a punto dai ricercatori del Mental Research Institute di Palo Alto con la collaborazione di Milton Erickson, il maestro dell’ipnoterapia. Il risultato fu un modello sistemico della terapia breve che veniva applicato a vari disturbi e problemi psicologici, offrendo risultati sorprendenti.
Negli ultimi 25 anni Giorgio Nardone ha messo a punto una evoluzione della terapia breve strategica, caratterizzata da sequenze di manovre e tecniche costruite ad hoc per sbloccare particolari patologie. Questi protocolli di trattamento si sono dimostrati capaci di risolvere, con un più elevato tasso di efficacia ed efficienza rispetto a qualunque altra psicoterapia, alcune forme rilevanti di patologie, quali i disturbi fobici ossessivi generalizzati e i disordini alimentari. Parliamo di una durata della terapia compresa, per il 90 percento dei casi nell’arco di 10 sedute, con una efficacia a seconda delle tipologie di disturbi comprese tra il 50 ed il 75 percento in media, con punte di oltre il 90 percento.
Il modello di terapia breve evoluta sviluppato da Nardone, in linea con la Logica Strategica, branca specialistica della Logica matematica, costituisce l’intervento terapeutico non su una teoria assunta a monte dal terapeuta ma sulla base dell’obbiettivo da raggiungere e delle caratteristiche del problema da risolvere, come nell’esempio dello scalatore, che per studiare la via migliore per raggiungere la vetta imposta il percorso partendo dalla cima della montagna, andando a ritroso. Pertanto l’assunzione di partenza è la rinuncia a qualsiasi teoria normativo-prescrittiva, compresa la teoria sistemica dalla quale per alcuni aspetti la terapia breve è derivata, evitando possibili condizionamenti e\o pregiudizi. Il calzare l’intervento alle prerogative del problema e all’obbiettivo da raggiungere come un vestito cucito su misura, permette di costruire una strategia mirata e autocorrettiva. In altri termini, la strategia si adatta tattica dopo tattica alle risposte derivanti dagli interventi messi in atto: come nel gioco degli scacchi, si procede con un’apertura seguita da mosse che si susseguono sulla base del gioco dell’avversario.
Il risultato finale è un modello di terapia evoluto, controllabile , verificabile ed adattabile, il quale, in virtù della sua formalizzazione può essere replicato e didatticamente trasmesso.
Questo modello non è soltanto efficace ed efficiente ma anche predittivo. Ciò ha consentito di evolvere una tipologia terapeutica da pratica artigianale-artistica a tecnologia evoluta, senza ridurre o perdere quel tasso di creatività artistica indispensabile al suo continuo processo di innovazione, pur nel rispetto di un rigore scientifico che rende la terapia realmente affidabile.
Questo breve percorso attraverso la terapia breve strategica vuole essere semplicemente una specie di piccolo vademecum per muovere i primi passi all’interno di questo ambito.
Per risolvere alcuni problemi psicologici talvolta persistenti e invalidanti non sono necessarie costose e prolungate forme di terapia, ma un intervento terapeutico tanto rapido e strategico da apparire quasi magico.
Del resto, con le parole di Arthur Clarke, “una tecnologia molto avanzata nei suoi effetti non è dissimile da una magia”.

Terapia Breve Indiretta per Ragazzi e Bambini Difficili

Il trattamento indiretto, con bambini e ragazzi difficili, è un tipo di intervento psicologico che prevede il coinvolgimento di uno o più membri adulti della famiglia, i quali rappresentano la risorsa principale per un cambiamento positivo e per ripristinare una situazione di benessere del minore e quindi di tutto il sistema familiare.
Molti dei problemi che si manifestano nel contesto familiare e che compromettono il normale svolgimento delle attività quotidiane di uno o più componenti possono essere, a volte, non affrontati in modo adeguato o possono essere sottovalutati.
I problemi psicologici che coinvolgono la famiglia si costruiscono spesso sulla base delle reazioni messe in atto dai genitori per cercare di risolvere il problema stesso. Il problema così, anziché risolversi, viene alimentato o addirittura estremizzato dal modo in cui si sta cercando di risolverlo.
I tentativi fatti dalla famiglia sono quelle che noi Strategici chiamiamo le Tentate Soluzioni disfunzionali.
Il rischio maggiore al quale una famiglia può andare incontro, continuando ad utilizzare le tentate soluzioni, è che un problema possa trasformarsi in un profondo disagio e di conseguenza in un disturbo psicopatologico, questo accade quando il problema si mantiene, si stabilizza e si amplifica in seguito alla messa in atto di soluzioni disfunzionali perpetuate nel tempo.
A questo punto l’intervento Strategico, va alla ricerca della leva per sovvertire i circoli viziosi che si sono instaurati nella famiglia, utilizzando dei protocolli di intervento collaudati, nel giro di poche sedute, le prescrizioni bloccheranno le tentate soluzioni disfunzionali, e farà sì che si inneschino dei cambiamenti per la risoluzione del problema.
Molto spesso quando arrivano da me genitori che hanno problemi con i loro figli, sono sorpresi quando specifico che preferisco vedere solo loro e non il figlio.
Quello che molti nostri colleghi sottovalutano è che un bambino quando va dallo psicologo o psicoterapeuta, si sentirà diverso già per il solo fatto che è in cura da uno specialista.
Il bambino prima di tutto non deve sentirsi etichettato, ne come un bambino difficile ne come problematico; tant’è che noi Psicoterapeuti Strategici evitiamo anche di fare delle diagnosi, o meglio evitiamo di comunicarle perché potremo creare l’effetto Profezia Autoavverantesi.
Il rischio è di sommare ad un problema già presente, l’etichetta diagnostica di una possibile patologia che anziché risolvere il problema in questo caso lo potrebbe solo aggravare.
La diagnosi la comunicheremo all’ interessato quando non è più pericoloso farlo.
Come diceva già Ippocrate: “Primum non nuocere.”

Inoltre è molto più proficuo lavorare con i genitori e/o insegnanti, piuttosto che con un bambino o ragazzo problematico che potrebbe boicottare la terapia e rendere vano il nostro intervento.
Difatti la psicoterapia che io utilizzo in questi casi, insieme a tutti gli affiliati del C.T.S. di Arezzo, è quella della terapia indiretta insegnata dal Prof. Giorgio Nardone, durante le sedute non vedrò il bambino che aiuterò a meno che non ci siano ragioni specifiche (ad es. anoressia…).
Non venendo fisicamente in terapia, il bambino senza sentirsi problematico, senza essere sottoposto alle domande di uno specialista, ma quasi magicamente attraverso i nuovi comportamenti dei genitori guidati dallo psicoterapeuta cambierà comportamento e/o guarirà.
E’ quello che noi strategici chiamiamo: “Solcare il mare all’insaputa del cielo”.
I bambini sono i più facili da aiutare, proprio perché hanno ancora tutte le potenzialità per cambiare anche velocemente, se i genitori riescono a seguire le prescrizioni i risultati non tarderanno a venire.
Mi ricordo il caso di una bambina che aveva cominciato a fare dei rituali riparatori da circa 6 mesi, mi telefonò la madre molto preoccupata perché mi disse che non sapeva più cosa fare e che la cosa andava peggiorando sempre più.
Dissi come mio solito alla madre di venire da sola in seduta, in questo caso ancora di più perché la bambina aveva solo 5 anni.
La madre mi raccontò che la bambina aveva da un po’ di tempo dei rituali, chiedeva di continuo delle rassicurazioni sul fatto che il portone di casa era chiuso, che le chiavi del portone fossero nel tiretto di un comò della stanza da letto.
La bambina durante il giorno controllava di continuo che le chiavi fossero al suo posto, o quando uscivano che il portone fosse chiuso, chiedendo alla madre in sua presenza di chiuderlo e aprirlo più volte per essere sicuri che fosse chiuso.
Dopo essere usciti chiedeva di continuo alla madre se era sicura che il portone fosse chiuso.
In questo caso immagino la paura di una madre e di un padre nel vedere la propria figlia comportarsi in questo modo apparentemente bizzarro, se non “illogico”.
In questo caso bastò prescrivere alla madre di essere meno complice nel darle rassicurazioni e di chiedere alla figlia più volte durante il giorno di fare i rituali (prescrizione del sintomo), per far crollare tutto il problema su se stesso.
Questa madre fu talmente brava che riuscì a sbloccare il problema di sua figlia tra la prima e la seconda seduta.
Non è difficile lavorare in modo indiretto, è solo diverso, anzi talvolta è anche più semplice.

“E’ semplice rendere le cose complicate, ma è difficile renderle semplici.” F. Nietzsche

A Chi si rivolge la Psicoterapia Breve Strategica

La Terapia Breve Strategica risulta particolarmente efficace ed efficiente nella cura dei seguenti disturbi:

 

Disturbi d’ansia – disturbo da attacchi di panico – agorafobia – disturbo d’ansia generalizzato – fobia sociale – disturbo post-traumatico da stress – fobie specifiche (di animali, oggetti, situazioni..) – ossessioni – compulsioni – ipocondria

Disordini alimentari - Anoressia – Bulimia – Vomiting – Binge Eating

Depressione nelle sue varie forme

Disturbi sessuali - difficoltà di erezione – eiaculazione precoce – vaginismo e dispaurenia – disturbi del desiderio

Problemi relazionali nei diversi contesti (familiare, lavorativo, amicale..)

Problemi di coppia

Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza – disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività – disturbo oppositivo-provocatorio – mutismo selettivo – disturbo da evitamento – ansia da prestazione – fobia scolare – disturbo da isolamento

Disturbi legati all’abuso di Internet - la dipendenza dalla Rete – la information overloading addiction: ovvero quando le informazioni non bastano mai – lo shopping compulsivo in Rete – on-line gambling: ovvero le scommesse in rete – il trading on-line compulsivo – la chat dipendenza – la dipendenza da cybersesso

Come funziona la Terapia Breve Strategica

La Terapia Strategica è una forma di intervento breve e focale, orientata verso l’estinzione dei sintomi, da una parte, e verso la ristrutturazione della percezione che il soggetto ha di sé, degli altri e del mondo, dall’altra. Pertanto rappresenta un intervento radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente sintomatica. Il cambiamento, infatti, avviene non solo a livello comportamentale, ma anche emotivo e cognitivo.

Partendo dall’assunzione che i disturbi di natura psicologica derivano da una modalità disfunzionale di percepire e di reagire nei confronti della realtà, il terapeuta strategico, per cambiare una situazione problematica, anziché andare alla ricerca delle cause originarie, indaga sul “come” il problema funziona e sul “come” si mantiene per poi individuare la modalità d’intervento più efficace. Un aspetto fondamentale su cui il terapeuta focalizza l’attenzione sin dal primo incontro è l’indagine sulle cosiddette “tentate soluzioni”, vale a dire tutto ciò che il paziente stesso e le persone intorno a lui hanno tentato di fare per cercare di risolvere il problema. Questi tentativi disfunzionali ripetuti nel tempo, se non vengono bloccati e sostituiti con delle strategie più funzionali, alimentano la situazione problematica e ne determinano la sua persistenza, complicandola ulteriormente. Da un punto di vista strategico, quindi, per cambiare una situazione problematica non è necessario svelarne le cause originarie (aspetto sui cui, peraltro, non si avrebbe più alcuna possibilità di intervento), ma lavorare su come questa si mantiene nel presente modificando la ridonante ripetizione delle “tentate soluzioni” adottate. Per questo motivo, il terapeuta strategico concentra la sua attenzione, fin dal principio della terapia, sul rompere questo circuito vizioso che si è venuto a stabilire tra le tentate soluzioni e la persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su “come funziona” il problema, piuttosto che sul “perché esiste”, sulla ricerca delle “soluzioni” piuttosto che delle “cause”. Scopo ultimo dell’intervento terapeutico diviene così lo spostamento del punto di osservazione del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle “tentate soluzioni”) ad una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta. In questo modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse possibili strategie risolutive. Per raggiungere questo obiettivo nella maniera più efficace e rapida possibile, l’intervento strategico è di tipo attivo e prescrittivo e deve produrre risultati a partire già dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione problematica.

Attacchi di Panico

Un attacco di panico è costituito da un episodio acuto d’ansia, che si manifesta tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio può essere descritto come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

Oltre ai sintomi fisici durante l’attacco di panico, la persona può avere nella maggior parte delle volte la paura di morire, impazzire o perdere il controllo di emozioni e/o comportamenti. L’esperienza di solito provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l’attacco oppure nel cercare aiuto al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente.

La maggior parte delle persone che ha un attacco, poi purtroppo ne ha altri in seguito. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo la possibilità di avere un altro attacco, allora si dice che ha un “disturbo da attacchi di panico” o DAP.

L’attacco di panico si distingue da altre forme di ansia dall’intensità e dalla sua natura improvvisa ed episodica. Gli attacchi di panico sono spesso esperiti dalle persone che soffrono di disturbi d’ansia, agorafobia, claustrofobia, fobia sociale, ipocondria e altre condizioni psicologiche che comprendono l’ansia, sebbene gli attacchi di panico non siano sempre indicativi di un disturbo mentale.

Le persone con fobie specifiche vivono gli attacchi di panico, spesso come risultato diretto all’esposizione del loro elemento scatenante (ad. piccioni, lucertole, cani, grandi piazze, in auto…).

Questi attacchi di panico sono di solito brevi e si attenuano rapidamente una volta che è stato evitato l’elemento scatenante. In condizioni di ansia cronica un attacco di panico può spesso finire in un altro, portando ad un esaurimento nervoso nel giro di pochi giorni e a comportamenti di evitamento. Quando si instaura una sindrome da attacco di panico l’elemento predominante che si impadronisce del soggetto affetto è “la paura della paura”.

La paura d’altronde è la più primitiva tra le nostre emozioni, può salvarci da alcune situazioni pericolose ma può anche bloccarci se diventa invalidante.

Questa patologia ormai dilagante soprattutto nelle società benestanti, che può prevaricare la propria vita e creare una condanna per la persona, non significa che non può essere superata .

Negli ultimi decenni, si è capito molto di più di come funziona e si sviluppa un attacco di panico, i modelli di Terapia Breve hanno sviluppato e messo a punto dei protocolli di trattamento per la patologia da Attacco di panico, con risultati duraturi ed ineccepibili.

Per risolvere questo problema invalidante, oggi giorno, non è necessario fare lunghe e costose forme di terapia ma può essere sufficiente un intervento terapeutico breve e strategico.

Nei miei anni di formazione e di libera professione, ho visto concretamente come centinaia di casi di questa patologia possano essere sconfitti definitivamente tramite una psicoterapia breve strategica mirata e cucita su misura sulla persona, dal ragazzo che soffre di attacchi di panico da soli due mesi, alla signora che ne soffre da 18 anni, la risoluzione del problema non dipende dalla durata della patologia ma da quello che viene messo in atto per risolverlo.

L’ultimo caso che mi è successo di affrontare è stato quello di un ragazzo che oltre a soffrire di attacchi di panico aveva associato ad esso un disturbo ossessivo compulsivo più comunemente definito doc.

Il ragazzo aveva bisogno di ingoiare decine e decine di volte durante il giorno, tant’è che era divenuto anche il suo segnale d’allarme, per un ipotetico attacco di panico imminente, quindi come si può ben capire questa persona viveva nella costante paura che potesse tornare un attacco di panico.

Quando questa persona è venuta da me stava assumendo una terapia farmacologia, ed oltre a voler risolvere il problema degli attacchi di panico, voleva liberarsi dai farmaci, che sviluppavano in lui dei brutti effetti collaterali.

Mi ricordo ancora la frase che mi disse in prima seduta, e cioè che avrebbe preferito soffrire di una malattia fisica, piuttosto che di una malattia mentale, perché almeno la prima l’avrebbe potuta curare.

Io gli risposi, dato che era la prima volta che si rivolgeva ad uno psicoterapeuta fino a quel giorno aveva provato solo terapie farmacologiche, che era ancora presto per dirlo, che forse da lì a poco tempo avrebbe cambiato idea.

Fu proprio così, dopo solo 2 sedute il paziente si sbloccò, e con un sorriso mi disse che si era proprio sbagliato e che se avesse saputo prima che c’erano delle tecniche così efficaci e veloci per risolvere il suo problema non avrebbe sofferto inutilmente per 3 anni e mezzo e preso tutta quella “robaccia”.

Naturalmente dopo lo sblocco ci vollero altre poche sedute per consolidare il cambiamento e portare la persona ad affrontare uno dopo l’altro tutti gli evitamenti che aveva creato in quegli anni.

Questo non è un caso isolato, l’evoluzione della Terapia Breve Strategica come dagli ultimi studi empirici effettuati sulla casistica, riporta che nell’arco di 10 anni su un campione di 3.640 casi trattati, comprendente le varie patologie psicologiche,  ben 86% con punte del 95% dei casi è stato risolto, (ovvero con il completo superamento del disagio presentato dal paziente), mediante un trattamento di durata media pari a sole 7 sedute.

La punta del 95% si ha proprio con i disturbi d’ansia e tra questi gli attacchi di panico.

I dati delle ricerche effettuate sono disponibili sul sito www.centroditerapiastrategica.org.

Psicoterapia Breve Strategica

La Terapia Breve è un approccio originale alla soluzione dei problemi umani, che presenta specifici fondamenti teorici e prassi applicative in costante evoluzione, sulla base della ricerca scientifica.

Si tratta di un intervento terapeutico breve (intendendo per breve al di sotto delle 20 sedute) che si occupa da un lato di eliminare i sintomi e/o i comportamenti disfunzionali per i quali la persona è venuta in terapia, dall’altro, di produrre il cambiamento delle modalità attraverso cui questa costruisce la propria realtà personale ed interpersonale. In altri termini, obiettivo prioritario di un terapeuta strategico è quello di risolvere rapidamente problemi e disturbi che possono diventare invadenti ed invalidanti non solo per il paziente che ne soffre, ma anche per coloro che gli stanno accanto.

I risultati ottenuti con trattamenti basati su interventi strategici ben costruiti, applicati presso il CTS e nelle sedi italiane affiliate su oltre 3000 casi trattati, hanno dimostrato come sia possibile risolvere in maniera effettiva ed in tempi brevi molti problemi di ordine psicologico. Le attuali misurazioni dell’ efficacia (risoluzione del problema) e dell’ efficienza (rapidità con cui viene risolto) riportano infatti l’86% dei casi risolti con una durata media del trattamento di 7 sedute.

In virtù di queste caratteristiche, quello strategico appare non solo un modello teorico e operativo decisamente efficace per la soluzione in tempi brevi di problemi clinici (individuali, di coppia o familiari), ma anche un approccio applicabile a contesti interpersonali differenti, come quelli sociali, educativi e aziendali.

 

PsicologiOnline.net - Elenco Psicologi e Psicoterapeuti Online

Aforismi Terapeutici
"Ognuno costruisce la realtà che poi subisce".
A. Salvini
"La rinuncia è un suicidio quotidiano".
H. de Balzac
"Una malattia immaginaria è peggio di una malattia".
Proverbio Yiddish
"La Strada per l'inferno è pavimentata di buone intenzioni".
F. Nietzsche
"Siccome ho molta fretta, vado molto piano".
Napoleone Bonaparte